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Lettera di Badoglio all'ambasciatore italiano a Madrid
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Testo della lettera inedita inviata da Badoglio a Giacomo Paulucci di Calboli, ambasciatore a Madrid, il 16 ottobre 1943. La lettera, su carta intestata "Il Capo del Governo", è manoscritta e strettamente confidenziale.

Carissimo Paulucci,

per Suo orientamento Le faccio un po' di storia degli avvenimenti. Lei sa come cadde il governo Mussolini. Comandato ad assumere il potere, trovai una situazione militare spaventosa. 36 divisioni fuori d'Italia in Francia, nei Balcani etc. e 12 divisioni in paese mentre la Sicilia era quasi perduta. Mi rivolsi ai tedeschi per far rientrare parte delle nostre divisioni. Mi risposero tagliando i rifornimenti di carbone, annullando quello della benzina, rubando il grano da me fermato in Romania, e inviando subito 6 divisioni loro in Italia.

Circa 8 mila SS della Gestapo erano a Roma a protezione di Mussolini. Esse organizzarono un attentato contro il Re e contro di me che fu sventato dalla nostra polizia. In ultimo pretendevano che in Italia vi fosse un solo comando per tutte le truppe italiane e tedesche da affidare a Rommel. Capito che con loro non c'era più nulla da sperare e spinto dal paese che non ne voleva più sapere di tedeschi, intavolai trattative con gli angloamericani. Per una mossa di Eisenhower che anticipò di 6 giorni la data di proclamazione dell'armistizio (il giorno 8 invece che il 14) corremmo il rischio il Re, Regina e principe ereditario e il governo di essere catturati in Roma. Ora con gli angloamericani siamo passati dalla fase dell'armistizio a quella di collaborazione e in seguito di cobelligeranza ed io spero di poter ancora fare un passo avanti. Le ho risposto per la questione del denaro che forzi la Banca del Lavoro ad anticipare i fondi. Resta però inteso che lei può adottare qualsiasi misura che creda opportuna. Io qui avevo interessato il gen. Mac Farlane, governatore di Gibilterra e capo della missione militare presso di me, a far anticipare dai governi inglese e americano le somme che a lei occorressero.

L'autorizzo a riprendere queste trattative con gli ambasciatori inglese e americano per farsi imprestare soldi. Insomma piena fiducia in lei e piena libertà d'azione.

S.M. il Re mi ha detto testualmente: di Paulucci ero sicurissimo. L'abbraccio.

Badoglio

La lettera autografa.

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