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Battaglia del Nilo: lo schieramento di Brueys
by Marco S. - 24/07/02
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Vorrei fare alcune considerazioni sulla tattica francese nella battaglia di Aboukir, per puntualizzare meglio il mio punto di vista e, dove necessario, emendarlo. Naturalmente queste considerazioni sono solo tattiche e non modificano quanto già detto sull'errore strategico di base, cioè di lasciare l'iniziativa a Nelson, accettando di impegnarsi a fondo contro la sua squadra unita al largo della costa egiziana.

L'IDEA BASE DI BRUEYS

A mio giudizio l'idea base di Brueys di attendere la flotta inglese sulla difensiva non era in sè sbagliata, dal punto di vista tattico beninteso (cioè scontando il fatto che si era fatta la discutibile scelta strategica di attendere la squadra inglese al largo dell'Egitto). Anzi era valida, poiché la flotta francese aveva equipaggi poco professionali e molto ridotti di numero.

Poco professionali, perché a bordo delle navi c'erano moltissimi artiglieri di terra (con tanto di buffo casco di cuoio a cresta e uose) che si ingegnavano di fare i cannonieri navali. Per non parlare di molti altri disgraziati che cercavano di fare i marinai. Non torno sulle solite fruste critiche che a suo tempo feci sullo scioglimento del "Corps Royal des Cannoniers-Matelots", ma sono sottintese. Molto ridotti di numero, perché tali erano già in partenza e la necessità di guarnire Malta aveva aggravato ulteriormente la situazione.

A quanto sembra, praticamente tutte le navi francesi faticavano a garantire il fuoco su di un bordo e pertanto, tenendo conto anche delle scarse capacità manovriere dei loro equipaggi, era assolutamente necessario evitare di essere impegnati su entrambi bordi, come spesso accadeva in un combattimento di mischia, cosa che avrebbe messo a dura prova anche equipaggi ben più addestrati di quelli di Brueys.

Ispirandosi alla tattica adottata dall'ammiraglio britannico Hood presso St.Kitts nel 1782, durante la "Guerre d'Amerique", Brueys pensò di poter imporre agli inglesi un combattimento a lui favorevole, obbligandoli ad una serie di defilate di fronte alle sue navi schierate all'ancora in linea di fila, con le estremità protette da ostacoli naturali e quindi non aggirabili dal nemico.

Nel caso di St.Kitts, l'avanguardia della linea inglese all'ancora, era stata molto addossata alla costa, mentre la retroguardia era disposta in modo che i francesi non potevano inserirsi nello spazio tra essa e la terra, perché ciò avrebbe significato navigare controvento (cosa ovviamente impossibile per un vascello a vela). Cosicchè i francesi si erano limitati a sfilare controbordo alla squadra inglese, senza potere andare più in la di un inconcludente scambio di bordate.

A St.Kitts, lo schieramento inglese era stato molto curato dal punto di vista nautico. Le navi erano molto vicine (la poppa di una nave era sfiorata dal bompresso della nave successiva). Erano anche state utilizzate ancore supplementari, allo scopo di ridurre od evitare i movimenti di rotazione e di brandeggio sull'ancora, inopportuni in formazione stretta e in prossimità di bassifondi. Altro motivo, era quello di permettere ad ogni nave di tonneggiarsi sulle ancore filando apposite cime, allo scopo potersi ruotare nella posizione più favorevole, rispetto alle possibili provenienze del nemico, favorendo così l'efficacia del tiro delle sue batterie. Sembra quindi che Bruyes si ispirasse a questa battaglia, cercando di imitare Hood, e l'idea era valida a condizione di applicarla bene.

LA REALIZZAZIONE DELL'IDEA

La baia di Aboukir corre per 4-5 miglia in senso N-NW - S-SE, con un arco avente concavità massima di circa 2 miglia, rispetto all'estremità nord rappresentata da Punta Aboukir. Le secche, intese come fondali di profondità non superiore alle 4 braccia (7 metri, considerati come il minimo assoluto per la navigazione dei vascelli medi) si estendono circa paralleli alla linea di costa, fino ad una distanza di circa un miglio da essa. Da Punta Aboukir a N, i bassifondi si estendono ulteriormente verso il mare aperto (cioè circa verso E) fino a raggiungere un isolotto sito a circa 2 miglia dalla punta stessa (Isola di Aboukir). Questo è (grosso modo) il campo di battaglia.

Come già detto, l'idea di Bruyes era quella di schierare la sua flotta all'ancora, secondo lo schema St.Kitts, con le prue rivolte grosso modo verso N, e allineandosi circa parallelo alla linea costiera L'avanguardia sarebbe stata protetta da aggiramento nemico dalla prossimità alle secche settentrionali, posizionandosi molto vicino ad esse, rivolgendo le prue più o meno a metà strada tra Punta Aboukir e l'Isola di Aboukir. Lo schieramento, poi, avrebbe cambiato leggermente direzione, allunandosi con concavità verso la terraferma, cosicchè le ultime navi (con prua circa per N-NE) avrebbero avuto le poppe rivolte verso le secche, lasciando un varco di difficile penetrazione, se non con una rotta per NW che, guardacaso, era quella di provenienza del vento e quindi preclusa alle navi a vela. La somiglianza con lo schieramento di Hood a St.Kitts è finora notevole, ma per disgrazia del viceammiraglio Brueys d'Aigalliers, questa finiva qui.

Innanzittutto, sembra che la squadra di Brueys si limitasse a dare fondo con una sola ancora, obbligandosi quindi ad una formazione molto più aperta rispetto a quella di Hood a St.Kitts., in quanto doveva lasciare lo spazio per la rotazione delle navi in caso di variazione della direzione del vento (Villeneuve, allora ammiraglio sottordine, accenna alla predisposizione di più ancore sul suo "Guillaume Tell", ma non risulta ne abbia fatto uso, ed in ogni caso non combattè) Questa scelta di Brueys, dettata forse dalla scarsa esperienza nautica del suo personale, faceva però crollare tutta la logica dello schieramento, come un castello di carte.

Infatti, la necessità di lasciare almeno un semicerchio di "acqua", per la rotazione dei vascelli sull'ancora, obbligò a mantenersi ad una certa distanza dalla linea dei bassifondi (un guardiamarina testimone parla addirittura di "mezza lega", traducibile in quasi un miglio e mezzo), andando ad ancorarsi su un fondale di circa 7 braccia (12 metri), che comunque non avrebbe certo comportato filare così tanto cavo per l'ancora, da rendere necessaria questa distanza dalle secche. Ma forse si voleva anche un largo margine di sicurezza.

Credo quindi che sia inutile disquisire sul pescaggio dei vascelli inglesi e francesi. E' noto che, in media, il vascello francese era "più lungo e più stretto" di quello inglese, e quindi ritengo sia valida l'illazione sul suo maggior pescaggio, ma siamo comunque nell'ordine di poche decine di centimetri su pescaggi che variavano tra i 6,5 ed i 7 metri, mentre la flotta francese dette fondo in circa 12 metri di fondale, vale a dire quasi il doppio. Ci si poteva avvicinare alle secche molto più anche scontando un maggior pescaggio francese, pur adottando magari un diverso tipo di ancoraggio.

Pertanto, la stessa necessità francese di avere "acqua" attorno a se, prova che c'era spazio di manovra per i vascelli nemici tra Brueys e le secche verso la terraferma (anzi, dato che gli inglesi non avevano la cartografia del luogo, sembra che trassero questa deduzione proprio dal tipo di ancoraggio dei francesi, ripercorrendo a ritroso tutte le considerazioni da noi svolte !

Il tipo di ancoraggio e l'inesperienza degli equipaggi, obbligò anche ad una seconda grave decisione: la necessità di distanziare le navi tra loro. Per lo schieramento francese ad Aboukir, si parla di distanza tra le navi di tre quarti di "cable" che corrisponde a poco meno di 150 metri. Non c'è da stupirsi se durante la battaglia, lo schieramento francese non venisse solo aggirato, ma anche penetrato, in quanto 150 metri permettono l'agevole passaggio di un vascello nemico.

Un discorso a parte merita il tentato sfruttamento tattico della lunga secca settentrionale, che si protendeva verso l'Isola di Aboukir, oltre che dell'isola stessa. A quanto sembra i francesi si tennero un po' più vicino a queste secche, sia perché era improbabile che il vento da maestrale girasse di 180º rendendole pericolose per le navi alla fonda, sia per usufruire della copertura di alcuni cannoni da campagna sbarcati sull'isola stessa. Brueys sopravvalutò la forza di questa posizione, al punto da destinarci i vascelli più deboli (il 120 "L'Orient" e gli 80 "Guillaume Tell" "Le Tonnant" e "Franklin" vennero schierati tutti nella seconda metà della linea, lasciando in avanguardia solo dei 74).

Questo è l'errore decisivo dell'ammiraglio francese, l'origine di tutte le cose brutte che si dicono di lui. Infatti proprio in quel punto colpì Nelson, dove Brueys si sentiva più forte.

Non solo riuscì ad infilarsi nel largo spazio tra l'avanguardia francese e le secche settentrionali, con l'incaglio di un solo vascello (il "Culloden") Ma si fece anche un "baffo" della batteria sull'Isola di Aboukir (ci spiace per gli artiglieri, ma i cannonieri di marina, le palle da 6 libbre le usavano per accendersi la pipa, beninteso a rispettosa distanza dalla santarbarbara : ) E, "dulcis in fundo" i vascelli inglesi attaccarono la debole avanguardia francese, ancorandosi di poppa da entrambi i lati (sia verso terra, che verso il mare aperto) per mantenersi sopravvento al grosso francese, conseguendo la superiorità numerica locale e battendo i francesi in aliquote separate. Proprio perché suscettibili di essere impegnati separatamente da forze nemiche superiori, Brueys avrebbe dovuto mettere i suoi vascelli più forti in avanguardia!

Se Brueys fosse sopravvissuto, sarebbe stata per lui una sconfitta non solo pesante, ma anche professionalmente umiliante. Quello che pensava essere il punto forte del suo schieramento, era stata invece la chiave della sua sconfitta.

Ciao : )
Marco

Reply di Henry Newbolt

Io mi ricordo l'esatto opposto. Le mie informazioni risalgono a Brian Lavery autore del libro "The Ship of the Line" . Secondo Lavery le navi Inglesi erano piu strette e pescavano di piu, oltre ad essere anche meno stabili, quelle Francesi erano piu larghe e pescavano meno. Lavery si riferisce alla marina francese pre-rivoluzione ma non credo che nell'arco di pochi anni fosse cambiata così radicalmente l'architettura navale francese. Controllerò i miei ricordi con una veloce lettura del libro.

Saluti
H.N.

Reply di Marco S.

E' possibile perché anch'io andavo a memoria. Come tu lasci capire, però, non vorrei ci riferissimo a due periodi diversi. La navi francesi colpirono i progettisti inglesi in due periodi storici distinti.

Il periodo della Terza Guerra Anglo-Olandese (1672-74), dove gli inglesi ebbero occasione di osservare sul Tamigi la nuova flotta francese alleata. I due ponti francesi risultavano in effetti dai tre ai quattro piedi più larghi al baglio maggiore, rispetto a quelli inglesi, con linee d'acqua più piene. Questo migliorava soprattutto il tiro perché erano piattaforme più stabili ed il ponte di batteria aveva i portelli posti più in altro rispetto alle equivalenti navi inglesi. Delle qualità nautiche non si parla, ma allora probabilmente non erano ancora così decisive. Questo disegno influenzò una prima volta l'architettura navale francese a partire dal 70 cannoni "Resolution", dell'architetto Deane.

Il secondo periodo in cui il disegno francese influenzò quello inglese, fu quello illuministico, culminato con le guerre napoleoniche. Gli architetetti navali francesi adottarono un approccio scientifico alla progettazione delle navi, quando ancora gli inglesi utilizzavano l'arte dei "naval architects". Questo si traduceva in migliori linee d'acqua, ottenute anche, se non sbaglio, con un migliore rapporto di finezza della carena (intendo ovviamente alludere al rapporto tra la sua larghezza maggiore e la sua lunghezza). Se non sbaglio, le navi francesi erano un po' più lunghe, a parità di larghezza. E questo conferiva loro migliori qualità nautiche, specie in relazione alle andature strette. In questo periodo, sempre se non sbaglio, il primato della "pienezza" delle linee d'acqua va alle navi inglesi. Insomma, a parità di rango la nave francese doveva essere una nave più "grande" della corrispondendente inglese, che manteneva però più o meno la stessa larghezza perché dotata di carena con migliore rapporto di finezza, ovvero di linee d'acqua meno piene. Da questo deducevo la possibilità di un maggior pescaggio delle navi francesi, parametro comunque abbastanza poco oggettivo in quanto, come certamente sai, esso dipende molto dal carico e, nella fattispecie, anche dalla composizione dei calibri dei cannoni imbarcati, che anche per le navi maggiori era abbastanza variabile (vedi il caso del "Victory").

Ma il primato francese era anche basato su una maggior leggerezza d'insieme che implicava una maggior fragilità strutturale, insita sia nella superiore lunghezza, sia nell'impiego di tecniche costruttive volte a risparmiare peso. Già allora, nella Royal Navy, si diceva che le prede francesi o le loro copie, erano navi che facevano la gioia dei loro capitani e la disperazione degli amministratori. In realtà il design francese dell'epoca era, ovviamente, fatto su misura per la Marine Nationale che, come tutte le marine minori, doveva ottenere l'eccellenza dai pochi giorni all'anno che riusciva a trascorrere in mare in missioni di guerra, senza preoccuparsi molto di quanto lavoro questo comportasse poi per gli arsenali. Al contrario, la Royal Navy necessitava di vascelli che fossero dei muli da soma, che non necessitassero tutti i momenti di andare in arsenale, anche se questo avesse comportato perdere qualcosa in termini di qualità nautiche. Insomma, va tenuto conto anche di questo, per valutare i termini di reale superiorità del design francese.

Ciao : )
Marco

Reply di Henry Newbolt

Ho fatto un mix dei due periodi. Mi sono riletto il libro ed in effetti ho mischiato i ricordi. E' esattamente come dici tu, ma soprattutto parla piu di lunghezza e larghezza che di pescaggio, essendo quest'ultimo una variabile e non fissato geometricamente alla costruzione della nave. In generale le navi Francesi erano piu grosse delle omologhe Inglesi ma appunto costruite in maniera piu leggera.

Una breve nota alla battaglia di Aboukir, i vascelli Inglesi erano tutti 74 "vecchi" cioè costruiti prima che il design francese influenzasse per la seconda volta le costruzioni Inglesi, quindi erano navi piu piccole delle loro omologhe Francesi ed in generale pescavano meno, fatto questo che influenzò la tattica di Nelson una volta esaminato il dispositivo Francese come facevi giustamente notare.

Saluti
H.N.

Reply di Marco S.

Comunque le mie affermazioni sono solo congetture. Su tutti i libri che parlano di vascelli si insiste sulla superiorità dei progetti francesi, ma poi quando si tratta di scendere in particolari sono tutti piuttosto avari di informazioni o dettagli. Mi è piaciuta una frase velenosa che ho letto su Archibald "The Wooden Fighting Ship in the Royal Navy", che grosso modo chiude così la questione senza entrare nei particolari: "Se è vero che molti comandanti inglesi ebbero occasione di apprezzare le doti nautiche delle loro prede francesi, è anche vero che quasi nessun comandante francese ebbe a lamentarsi delle scarse qualità nautiche della sua preda inglese" (ovviamente alludendo al fatto che ne avevano catturate ben poche) Pur essendo un filo-francese, mi è sembrato indubbiamente un valido argomento conclusivo : )

Ciao : )
marco
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