Galere sforzade veneziane
by Andrea Tirondola - 01/05/02
Un piccolo (mica tanto) quesito per gli amanti della Serenissima, Marco
S. in primis. Nel 1545, grazie al Da Canal, a Venezia viene finalmente allestita una
piccola flotta di galere equipaggiate con rematori forzati. Con la
parte del 19 aprile 1547 i Pregadi stabilirono che i sopracomiti di
queste galere venissero scelti dal neo-costituito Collegio della Milizia
da Mar, e non dai supremi organi (Maggior Consiglio o Senato stesso)
come avveniva per le galere equipaggiate da volontari e zontaroli.
Il problema è che - come si sa - dopo qualche decennio praticamente
tutte le galere venete erano sforzate, tranne quelle dei Capi da Mar. Ed
è anche pacifico che i comandanti di tutte lei galere erano eletti dal
Maggior Consiglio o dai Pregadi. Non riesco tuttavia a rintracciare
l'atto formale (e la sua data) col quale le istituzioni maggiori
revocarono al Collegio della Milizia da Mar la facoltà concessagli nel
1547. E' difficile che ciò sia avvenuto senza un'espressa pronuncia
legislativa, data l'importanza della materia. Qualcuno ne sa qualcosa?
Grazie
Andrea
Reply di Marco S.
Io so che la maggioranza dei galeotti delle galere veneziane era fatta da
uomini cosidetti "liberi" (galeotti di liberta') almeno fino alla metà del
sec.XVII. A Lepanto c'erano solo 16 galere forzate su 110 ed erano state armate così
solo per sfuttare quanto più possibile gli "arsili" presenti in Arsenale.
Credo che una galera forzata, vada intesa come una nave armata da soli
forzati senza paga ed ad essa assegnati dalla relativa amministrazione dello
stato.
In realtà i metodi di arruolamento di Venezia mi risultano tanto numerosi
da sfuggire ad ogni classificazione. Non c'erano solo i volontari o gli zontaroli (cioè le "leve" della Terraferma), ma per esempio i galeotti liberati trattenuti per pagare le loro spese, le persone non si sa come arruolate nelle isole dell'Egeo, gli schiavi comprati o prigionieri di guerra, gli ex-schiavi cristiani dei turchi liberati, che ovviamente prestavano servizio sulle galere liberatrici, finchè queste giungevano in un porto per loro
adatto (e magari ciò significava mesi od anni).
Su tutto questo interferiva la facoltà del comandante di integrare la paga
dei galeotti per arruolare i migliori o comprare i migliori schiavi, trattandoli come egli ritenesse opportuno (questi non erano galeotti, in quanto non dipendenti dalla relativa amministrazione dello stato).
Comunque credo che il concetto di "libertà", liberi od in catene che si
fosse, avesse poco a che fare con la vita in galera e forse aveva ragione il
Da Canal a tagliare la testa al toro e dire "imbarchiamo solo galeotti".
D'altra parte, finchè le galere furono impiegate in grande numero, abbiamo
una Venezia che si lamenta sempre di un gettito largamente insufficiente di
forzati per la flotta (anche tenendo conto che usufruiva di quelli forniti
da alcuni altri stati italiani). Ergo, la maggioranza dei galeotti doveva essere arruolata "in qualche modo" diverso.
Personalmente, per quanto conti il mio parere, visto che ti vedo ben
documentato in merito, credo che l'eccezione sulla nomina del sopracomito si
riferisse solo verso le "galere forzate", cioè ufficialmente classificate
come tali perche' l'onere del loro equipaggiamento era stato formalmente
dato in carico all'amministrazione penitenziaria, per il tramite del
Governatore dei Condannati (se non sbaglio si chiamava così).
Per il resto credo fosse un casino, che sfuggisse ad ogni classificazione:
una galera poteva iniziare una guerra con un equipaggio di galeotti di
libertà (zontaroli o volontari) e poi dopo qualche anno ritrovarsi un misto
di volontari dalmati, schiavi turchi, schiavi cristiani liberati, profughi
albanesi in fuga dal Turco, forzati provenienti dall'amministrazione dello
stato, greci imbarcati un po' per amore (piccola paga) un po' per forza
(minacce varie) o ex-forzati trattenuti per pagarsi le spese, ma formalmente
liberi.
In generale, credo che vi fosse una enorme differenza tra lo status formale
(di pace) di una galera e l'equipaggio effettivo durante la guerra.
Nel cuore della campagna di Candia, una galera veneziana era come un
aspirapolvere, che arruolava tutto e tutti (un po' coi soldi ed un po' con
le legnate). Una dolente "zattera della Medusa" che ci permette di apprezzare meglio il
valore delle imprese della marina veneziana. Il peso delle glorie dei Mocenigo e dei Morosini venne sopportato da questi uomini, spesso anche poco raccomandabili, ma ai quali deve andare il nostro indistinto rispetto.
Questo è il poco che posso dire e spero possa esserti di aiuto.
Ciao : )
Marco