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Francia e Inghilterra contro Urss?
by Rcris - 29/01/02
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In un newsgroup inglese ho trovato quanto riporto qui sotto. Francamente è la prima volta che sento qualcosa del genere. Qualcuno ne sa qualcosa di più?

The writer ought to know that in the Spring of 1940, the air forces of Great Britain and France were doing photoreconnaissance over the Soviet cities of Baku and Batumi, conducting planning for a bombing campaign against the Soviet oil industry in the Caucasus, and concentrating bombers for that purpose in Iraq and Syria. The planned commencement of this bombing campaign was July, 1940. Unfortunately for this planned campaign, events in Belgium, Luxemburg, The Netherlands, and France starting 10 May 1940 revealed to the Western Allies that they had more pressing engagements elsewhere.
Saluti,
Cristiano Riva

Reply di Amedeo Matteucci - 31/01/02

Riguardo ai dettagli della preparazione di questo attacco e alle contromisure sovietiche può essere utile considerare che Stalin deve aver saputo dell'intenzione alleata di attaccare i giacimenti petroliferi di Baku al più tardi ai primi del marzo 1940, se il 14 marzo 1940 il governo francese ha notizia da Ankara che i sovietici avrebbero richiesto il parere di specialisti americani "sulla possibilità o meno di combattere con successo un incendio dei giacimenti petroliferi di Baku, causato da un bombardamento". Gli esperti statunitensi avrebbero risposto che, tenuto conto dell'intenso sfruttamento dei giacimenti fino a quel momento, il terreno doveva essere talmente imbevuto di petrolio che un focolaio d'incendio si sarebbe irrimediabilmente esteso a tutta la regione limitrofa. L'incendio avrebbe inoltre richiesto mesi prima di essere domato, mentre l'estrazione del petrolio si sarebbe potuta riattivare soltanto dopo anni. Dalle ambasciate accreditate a Mosca, poi, si viene contemporaneamente a sapere che il comando sovietico avrebbe fatto affluire truppe nel Caucaso ai primi del marzo 1940. Il 16 marzo, comunque, il commissario del popolo alla Difesa, K. Vorosilov, compie ostentatamente una visita di stato alle regioni bagnate dal Mar Caspio.

Il 20 marzo 1940, gli alti comandi delle aviazioni alleate nel Vicino Oriente si incontrano ad Aleppo per concordare un piano di attacco ai giacimenti petroliferi sovietici.

Quando gli strateghi alleati si sono accordati sul piano di questo attacco, il servizio segreto britannico fa ricorso al migliore dei suoi collaboratori in fatto di ricognizione aerea: Sidney Cotton, il quale deve progettare, in collaborazione con F. W. Winterbotham, capo del dipartimento dell'Aria del Secret Intelligence Service (MI 6) un piano per la ricognizione dei giacimenti petroliferi del Caucaso. All'alba del 23 marzo, un Lockheed 12 A dell'aviazione civile contrassegnato G-AGAR, decolla da Heston con rotta a sudest. Ai comandi, Hugh MacPhail, assistente personale di Cotton. Nella fusoliera del velivolo sono state abilmente inserite alcune macchine fotografiche di non comuni capacità. Dopo aver fatto scalo a Malta e al Cairo, il Lockheed si posa sulla base RAF di Habbaniya, vicino a Baghdad. I contrassegni dell'aereo spariscono sotto una mano di vernice e gli apparecchi fotografici vengono sottoposti a un'ultima verifica. Poco prima dell'alba di sabato 30 marzo, MacPhail decolla, avendo al fianco il co-pilota Burton, ufficiale della RAF, e per compagni di viaggio due fotografi della RAF, incaricati di scattare istantanee della zona in questione, a mano. L'aereo sorvola l'altopiano iraniano e sbuca sul Mar Caspio. Dopo un'altra ora di volo, agli sguardi dell'equipaggio del Lockheed si presenta il profilo, avvolto da dense nuvole di fumo, dell'immensa zona petrolifera industriale della penisola di Baku. Da quota 7000 m, con un sole stupendo, MacPhail sorvola a suo piacimento l'intrico delle torri di trivellazione, delle cisterne gigantesche, delle raffinerie: per un'ora intera. MacPhail sorvola senza mai essere avvistato né dalla caccia né dalla contraerea, per ben sei volte, il centro di rifornimento petrolifero che si estende da orizzonte a orizzonte. E scatta fotografie. Torna a Habbaniya già nel pomeriggio, dopo aver volato poco meno di lO ore.

Sei giorni dopo, il 5 aprile MacPhail e Burton partono per la loro seconda missione ricognitiva. Questa volta l'obiettivo è Batumi, il più importante porto petrolifero sovietico del Mar Nero e punto d'arrivo dell'oleodotto di Baku. Sorvolata la Turchia, il Lockheed si avvicina a Batumi dal mare, volando a quota altissima. A bordo si è appena finito di scattare fotografie, quando l'aereo che volteggia sulle interminabili file delle raffmerie è fatto segno a improvvise cannonate della contraerea. MacPhail cabra, e se ne va col favore delle nuvole. Al suo ritorno, le istantanee vengono spedite d'urgenza all'ufficio particolare di Cotton a Wembley. E il giorno seguente, le immagini, corredate dal testo delle rilevazioni analitiche, sono in possesso del comando supremo anglo-francese. Qui, si decide di concentrare ogni attenzione sulle raffinerie e sulle cisterne. L' Armée de l'Air penserà all'incursione su Batumi e la RAF alla distruzione degli impianti di Baku e Grozny. Secondo i calcoli, nei primi sei giorni si dovrebbe riuscire ad annientare un terzo degli obiettivi. I piani alleati prevedono l'impiego di nove squadriglie di bombardieri che avranno il compito di radere al suolo in lO, massimo 45 giorni, 122 raffinerie di petrolio (67 a Baku, 43 a Grozny e 12 a Batumi). Per l'operazione, sono a disposizione due squadriglie Francesi di Farman 221, quattro squadriglie francesi di Glenn Martin, tre squadriglie inglesi di Wellington, per un totale di 117 bombardieri.

L'Armée de l'Air decollerà dalla sua base di Djezireh e la RAF da Mosul. Incorporati i serbatoi supplementari, gli aerei non potranno caricare più di 70 tonnellate di bombe per volo. Mentre la RAF fa ascendere a un 20% le perdite prevedibili, i francesi sperano invece di riuscire a portare a termine addirittura indenni l'impresa (nel 1940 i Francesi erano proprio degli inguaribili ottimisti!).

Francesi e inglesi sono però concordi nel ritenere che l'operazione prevista non solo "dovrà condurre a un crollo totale il potenziale bellico dell'URSS" ma potrà anzi "decidere dell'intero svolgimento della guerra" (e favorendo chi? Mah!)

Agli inizi di Aprile del 1940 scatta l'operazione 'Weseruebung' e le forze anglo-francesi (come già detto) hanno problemi più pressanti altrove (si potrebbe dire che era proprio una situazione... del Caucaso!).

Ricordo di aver letto da qualche parte che addirittura nel 1941, Churchill, abbia rispolverato questo piano in quanto si dava per sicuro un imminente tracollo dell'URSS e si voleva impedire ai tedeschi di sfruttare gli importanti giacimenti petroliferi del Caucaso. Comunque non sono riuscito a ritrovare ulteriori dettagli in merito quindi, per il momento, prendetela come una possibilità e non una certezza.

Saluti,
Amedeo

Reply di Alessandro Santini - 31/01/02

Un post interessantissimo!

Ho fatto un po' di ricerche in rete su questa vicenda e ho trovato una biografia di Sidney Cotton, il comandatne dell'unità che compì l'operazione clandestina su Baku, su http://www.aceflyer.com/cotton/.

Un personaggio veramente interessante, un asso tra i ricognitori. Ha compiuto voli clandestini, analoghi a quello su Baku, su: Dodecaneso, Massaua, Somalia italiana, Libia, varie zone della Germania, Irlanda. Durante la guerra comando' un'unita' speciale da ricognizione strategica, controllata dal SIS, su Spitfire. Sia prima che dopo la guerra contribui' allo sviluppo dei mezzi da ricognizione aerea con molte innovazioni tecniche tra le quali schemi di mimetizzazione innovativi, condizionamento degli scomparti delle macchine fotografiche, etc. Principalmente suo fu il merito dello sviluppo dello Spitfire PR.1A (la storia qui http://www.aceflyer.com/cotton/flypast.html).

Su quest'altro sito trovate la storia dettagliata di un altro Lockheed 12 A da lui usato per i voli di ricognizione clandestini:

http://www.argonet.co.uk/users/vicsmith/History/GAFTL.html

Ciao
Ale
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