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EI: truppe coloniali ascari
by Mr. Clark - 16/04/02
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Ciao a tutti! Avete delle informazioni sugli ascari, organigramma dei battaglioni, numero, composizione, armamento e forza media delle brigate?
Ale

Sicuramente risponderanno più approfonditamente di me, quindi ti posto solo qualche informazione generale tratta dall'enciclopedia Fabbri sulla IIGM:

Gli ascari eritrei furono i primi indigeni organizzati dall'Italia in reparti regolari. La loro Costituzione venne decisa nell 1889 al tempo della nostra occupazione in Dancalia. Duemila uomini nel complesso, passarono sotto il comando del colonnello Bagni a rinforzare il corpo di spedizione del generale di San Marzano contro il negus Giovanni. Un progetto prevedeva l'inquadramento degli indigeni in otto battaglioni comandati da nostri ufficiali: più tardi, durante la guerra italo-turca (1912), il numero fu portato a dodici. Le reclute dovevano esibirsi in una marcia di cento chilometri e tradizionalmente il percorso si snodava sulla distanza che separa l'Asmara da Cheren. Per gli ascari non c'era caserma, bensì il "campo-famiglie". Era, questo, un villaggio di tende e di tucul cintato da siepi: ognuno vi teneva una sola moglie; le altre mogli stavano nella cabila. Quando il battaglione si spostava, il "campo-famiglie" lo seguiva, con donne e bambini. Gli ascari, oltre la paga, ricevevano una razione giornaliera consistente in 600 grammi di farina di grano, 20 di sale, 10 di tè e 50 di zucchero. Due volte alla settimana si aggiungeva mezzo chilo di carne, ovina o bovina. Negli ultimi tempi (1939-1941) veniva distribuito anche l'olio, insieme con le conserve in scatola.

Nel 1935-1936 la paga iniziale di un ascaro assommava a due lire al giorno che aumentava di quaranta Centesimi di biennio in biennio. Il muntaz cominciava con tre lire, il bulukbasci (sergente) con quattro, lo sciumbasci (maresciallo) con cinque. Responsabile di tutto ciò che avveniva nel campo-famiglie era il graduato più anziano. Giudice supremo, in ogni questione, era il goitana, vale a dire l'ufficiale italiano. Egli comminava le punizioni che erano di tre specie: mezza paga da uno a quindici giorni, "ceppi" (equivalente di prigione) da uno a dieci giorni, fustigazione da cinque a cinquanta colpi. Le ritenute sulla paga venivano registrate su un apposito quaderno e l'importo di esse era devoluto in premi per i più meritevoli o per migliorie al reparto stesso. La fustigazione (prevista per i soli ascari e non per i graduati) veniva inflitta davanti al reparto adunato in tenuta libera. All'atto dell'arruolamento gli ascari percepivano un premio d'ingaggio e poi di rafferma che, sempre nel 1935-1936, era di venti lire. Per quel che riguardava le armi, erano tradizionali la vecchia ma efficace e di facile manutenzione mitraliatrice Schwarzelose e il fucile Mannlicher calibro otto. Poi furono date in dotazione anche armi italiane, mortai leggeri e da 81. In combattimento, gli ascari, dopo essersi portati a breve distanza dal nemico, lo aggredivano con impeto eccezionale. Non altrettanto felici gli ascari erano, invece, nella guerra di posizione che male sopportavano. I ripiegamenti non li gradivano affatto e provocavano in essi un principio di panico. Un miracolo si registrò, a questo proposito, nella ritirata sull'Amba Alagi e in quella da Cheren nel corso dell'ultima battaglia per la difesa dell'Eritrea, nel 1941: miracolo perché gli ufficiali italiani riuscirono a tenerli bene in pugno e nel ripiegamento dei reparti non ci furono segni di sbandamento.

Gli ascari non erano soltanto eritrei. Furono inquadrati anche nove battaglioni arabo-somali, a cominciare dal 1910. Medesimo regolamento disciplinare, stesso trattamento degli eritrei. Gerarchia: dubat, uachil, bulukbasci, sciumbasci. Essi fecero parte, nel 1935-1936, delle forze con le quali Graziani operò dalla Somalia sulle direttrici di Naeghalli e di Harrar, sul fronte sud. Assurto alla carica di viceré d'Etiopia, risiedendo in Addis Abeba, Graziani ebbe una guardia personale di dubat: indossavano le lunghe fute e i turbanti bianchi, erano alti e magri, solenni e molto decorativi.

Esisteva un Corpo Guardie del Benadir, comprendente anche uomini reclutati in paesi lontani come l'Arabia, l'Hadramut e Aden, che prima erano stati al servizio di una società commerciale. Il Corpo Guardie, a quel tempo, constava di 3600 ascari o dubat, di un reparto di cammellieri, di 280 zaptié e di 52 ufficiali italiani. Gli zaptie' (parola turca che significa poliziotto) corrispondevano praticamente ai carabinieri, in versione indigena.

Spero che queste informazioni possano essere utili.
Un saluto a Tutti
Davide "Mr. Clark" Botta
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