It.Cultura.Storia.Militare On-Line
invia stampa testo grande testo standard
Bookmark and Share
[HOME] > [icsm ARTICOLI] > [da icsm: I GM]
A proposito della battaglia della Somme
by Ball - 7/02/02
[torna indietro]
Mi aggancio al thread sulla battaglia più grande della storia per raccontare una storia nella storia: in questa sanguinosissima battaglia, oltre alla "cadornità" di Haig nel comandare gli assalti, mi pare giusto ricordare che, a causa dei minimi progressi ottenuti con la fanteria, nella seconda metà di agosto Haig pensò di utilizzare per la prima volta i tanks contro i tedeschi: un vero battesimo del fuoco. Contraddicendo l'impegno preso nella primavera con l'approvazione data al documento di Swinton sull'impiego dei carri, Haig decise di lanciare contro le trincee tedesche i pochi tanks allora esistenti. A nulla valsero le opposizioni giustamente motivate dei responsabili dei carri per questo impiego prematuro: pochi mezzi, equipaggi non ancora del tutto preparati; messa a punto dei carri non ancora completata. Dovevano infine essere eliminati i naturali inconvenienti meccanici della prima produzione di serie. A nulla valse l'intervento diretto di Lloyd George divenuto ministro della guerra che inviò il suo successore al ministero delle munizioni, Montegu, direttamente al Quartier Generale in Francia. Haig fu irremovibile: i tanks dovevano essere impiegati per creare una sorpresa e scardinare il sistema difensivo tedesco. La decisione del comandante in capo britannico, prematura e dettata soltanto dall'impulso di dover "fare qualcosa di nuovo per zittire quelle cornacchie della stampa", mandò in fumo gli sforzi cui Swinton e compagni si erano sottoposti per creare un'arma efficiente e risolutiva e sfruttare quel tanto di sorpresa che è generalmente alla base di ogni vero successo militare.
Creò inoltre un attrito non indifferente con i francesi, anche loro impegnati alla realizzazione di carri armati e assertori, Estienne in testa, dell'impiego in massa di questi veicoli.

L'arrivo dei carri sul teatro d'operazione generò una serie di problemi di natura logistica tali da creare serie difficoltà al comando generale. Liddell Hart così rievoca quei momenti: "...Si dovevano preparare appositamente le vie di accesso al fronte, come pure carri ferroviari e chiatte per trasportarli: nonostante i sei mesi di preavviso (da quando cioè era iniziata la produzione di serie), questi preparativi non furono iniziati se non quando i carri armati arrivarono in Francia, e cioè in agosto..." La sera del 13 settembre, 49 tanks vennero trasferiti per ferrovia a Bray-sur-Somme e concentrati in un deposito per locomotive ribattezzato "The Loop", linea di raccordo. La sera successiva i carri mossero con i propri mezzi per raggiungere la linea di partenza e cominciarono i primi guai. Procedendo di notte su un terreno pressocheè sconosciuto agli equipaggi, diversi carri finirono dentro buche profonde o fossati senza poterne riuscire, altri ebbero guasti meccanici e alla fine solo 32 riuscirono a raggiungere la linea di partenza. Dei 59 carri arrivati in Francia, 17 erano stati assegnati al 14º Corpo, altri 17 al 15º Corpo, 8 al 3º Corpo e 7 alla Quinta Armata. I rimanenti dieci tanks costituivano invece la riserva strategica del Quartier Generale.
L'impiego immediato, subito dopo I'arrivo al centro di raccolta, non permise agli equipaggi di effettuare una ricognizione del terreno per rendersi conto della situazione e se si aggiunge a ciò la scarsità delle informazioni date verbalmente poche ore prima della battaglia, si può ben dire che si trattava di una "apertura al buio".

Alle sei precise del mattino del 15 settembre, mentre cominciava ad alzarsi una leggera nebbia, i carri mossero per attaccare le trincee tedesche puntando sui villaggi di Flers e Courcellette. II primo a partire fu il tank D 1 del capitano H. W. Mortimore che diresse con decisione verso il bosco di Deville. L'apparizione improvvisa di questo mostro che sputava fuoco e fiamme dai due cannoni procurò uno shock tremendo ai mitraglieri tedeschi. Furono in molti ad arrendersi atterriti piu dalla sagoma imponente del carro e dal fragore del motore (inizialmente i Mark I non avevano silenziatori) che dalla potenza di fuoco. Ma per Mortimore l'ebbrezza della vittoria durò poco: un colpo di cannone sparato probabilmente a caso colpì in pieno una delle torri laterali, uccise due serventi e spezzò un cingolo. Così il D1 fu il primo carro della storia ad essere immobilizzato da un colpo nemico. Dei 32 Mark I impegnati nell'attacco, 9 non riuscirono a partire per noie meccaniche; altri 9 "persero la battuta" e furono sopravanzati dalla fanteria che doveva accompagnarli, 5 si impantanarono e non poterono procedere oltre. Alla fine solo 9 portarono a termine la propria missione giungendo nell'abitato di Flers. II tenente Blowers della compagnia D piombò col suo carro su una batteria tedesca mettendo in fuga gli artiglieri, ma attese invano l'arrivo della fanteria che avrebbe dovuto occupare la posizione; cosicchè, ormai a corto di carburante, girò il carro e iniziò il rientro: gli fu fatale.
Gli artiglieri tedeschi tornarono immediatamente alla batteria e aprirono il fuoco: un colpo centrò in pieno il D5 che si incendiò ed esplose. Degli altri carri che entrarono in Flers, cinque furono colpiti più o meno gravemente, ma il villaggio venne egualmente conquistato e il pilota di un aeroplano inglese che sorvolava la zona potè lanciare un messaggio al Quartier Generale che è rimasto famoso: "Un carro avanza nella strada principale di Flers, con la fanteria inglese che gli cammina a fianco".
La conquista di Flers fu un successo dei carri, e sotto questo aspetto il loro impiego nella battaglia può essere definito positivo. Ma per ottenere questo successo tattico, si rinunciò a priori ad un risultato ben più significativo, un grande colpo a sorpresa con un elevato numero di tanks, che avrebbe potuto veramente determinare un nuovo corso nella guerra.
L'impiego prematuro e avventato del carro fu alla fine "il pesante prezzo pagato per rimediare, in misura limitata, al fallimento dell'offensiva della Somme".

Chissà, forse ai romantici sarà venuta una lacrimuccia, mentre ai modernisti sarà venuto da ridere, però si parte sempre dal basso per migliorare col tempo.

salus
Ball


Reply di Mauro Geranzani - 8/02/02

Quindi tu affermi che i militari non premettero affinché anche l'esercito tedesco si dotasse di carri?

Esatto. Ne è prova che il generale Erich Lunderdorff, che diresse lo sforzo bellico tedesco negli anni cruciali del conflitto, scrisse nelle sue memorie che non avrebbe saputo scegliere a quale necessità dell'esercito avrebbe dovuto rinunziare pur di avere avuto a disposizione dei tank.
Eppure fin dal novembre 1916 cominciò lo studio di un progetto nazionale di carro armato (ma il prototipo non fu presentato che alla fine di aprile del 1917, subito adottato, e dopo lunghi collaudi il primo esemplare di serie completato alla fine di ottobre dello stesso anno).

L'idea del mezzo era venuta a francesi e inglesi, i tedeschi dovevano solo copiare.

L'idea di un mezzo corazzato su cingoli fu di un ceto Gunther Burstyn, che nel 1911 presentò allo stato maggiore austriaco il suo progetto di un Motorgeschütz (addirittura dotato di torreta girevole), ma la sua proposta -manco a dirlo- non fu presa in seria considerazione.

E chi copia spesso produce un mezzo ancora migliore, vedi i giapponesi.

Già, le copie....
L'dea di copiare i tank inglesi venne ai tedeschi dopo la cattura, avvenuta nel corso della battaglia di Cambrai (20-21 novembre 1917) di un discreto numero di carri armati britannici (con cui furono tra l'altro costituiti diversi reparti orazzati), ma fu scartata in quanto già in studio il progetto nazionale già citato perché di prestazioni superiori.
Cmq i tedeschi (anche durante la IIGM) non furono mai in grado di copiare alcunché: basta pensare al caso del Panther (invece di introdurre un derivato del T-34 di facile sviluppo e realizzo, insistettero - anche per volere di Hitler - nello studio di un carro che si trascinava dal 1937).
Probabilmente è un difetto genetico: o la perfezione o niente (e molte volte si ebbe la seconda opzione).

Saluti
Mauro Geranzani

Reply di Ball - 8/02/02

"Mauro Geranzani" ha risposto nel messaggio
Eppure fin dal novembre 1916 cominciò lo studio di un progetto nazionale di carro armato (ma il prototipo non fu presentato che alla fine di aprile del 1917, subito adottato, e dopo lunghi collaudi il primo esemplare di serie completato alla fine di ottobre dello stesso anno).

Infatti soltanto dopo l'esperienza della Somme venne creato un comitato molto simile al Landships Committee inglese che avrebbe dovuto occuparsi della costruzione di un carro armato, o come veniva chiamato di uno Sturmpanzerwagen, cioè veicolo corazzato d'assalto. Questo comitato, di cui facevano parte numerosi esperti dell'industria automobilistica e ferroviaria tedesca, ebbe il nome di copertura di Allgemeine Kriegsdepartment 7 Abteilung Verkehrswesen (Dipartimento generale della guerra Nº 7, Sezione traffico) e il carro armato cui dette origine venne siglato con l'abbreviazione del nome del comitato, A7V. Il prototipo venne consegnato al Centro di prova di Mainz nel maggio del ' 17 e il primo carro pronto per il combattimento venne terminato nell'ottobre. Alla fine dell'anno fu ordinata una serie di 100 esemplari, quindi l'A7V entrò ufficialmente in servizio il 27 febbraio del '18 in occasione della presentazione che lo Sturm Abteilung "Rohr" ne fece al Kaiser.

L'dea di copiare i tank inglesi venne ai tedeschi dopo la cattura, avvenuta nel corso della battaglia di Cambrai (20-21 novembre 1917) di un discreto numero di carri armati britannici (con cui furono tra l'altro costituiti diversi reparti corazzati) [...]

I tedeschi avevano gettato le basi di un raggruppamento carri utilizzando i numerosi tanks inglesi catturati a Cambrai. Questi carri di preda bellica erano stati concentrati nel Kraftwagenpark 20 di Charleroi dove furono riparati e revisionati. I Mark IV Male furono riarmati con cannoni belgi a tiro rapido Sokol calibro 5,7 cm e le mitragliatrici inglesi sostituite con delle Maxim MG 08 da 7,92 mm. Ribattezzati in seguito Beute PzKpfW Mk.IV, i carri ex inglesi costituirono inizialmente l'armamento di sei Abteilungen. I primi reparti carri tedeschi vennero costituiti in realtà nel settembre del '17, anche se a quell'epoca non esistevano i mezzi per armarli. Gli Sturmpanzer Abteilung 1 e 2 nacquero in quell'epoca, ed altri cinque, numerati da 3 a 7 vennero creati entro la metà di dicembre.
Le unità carri tedesche ebbero il battesimo del fuoco il 21 marzo 1918 nella battaglia di St. Quintin, uno scontro di non grande entità che servì tuttavia a far prendere confidenza alle truppe con questi nuovi mezzi.

salus
Ball

Reply di Mauro Geranzani - 8/02/02

"Ball" wrote in message
Infatti soltanto dopo l'esperienza della Somme venne creato un comitato molto simile al Landships Committee [cut] Sturm Abteilung "Rohr" ne fece al Kaiser.

Per completare il tuo ottimo excursus, posso aggiungere che a capo della commissione tecnica fu nominato l'ingegner Vollmer (che progettò tra l'altro il carro leggero LKII, basato sul tank inglese Whippet, che non fu mai impiegato in combattimento per il sopraggiungere della fine delle ostilità) e il progetto dello "schwerer Kampfwagen A7V (bauart Vollmer)" (questa la denominazione ufficiale del carro) era basato sulla meccanica del trattore americano Holt. Da notare che la commisione ne aveva previsto l'impiego, oltre che come carro da combattimento, come trattore per artiglierie, rifornitore, semovente contraerei, carro comando, carro recupero e (dulcis in fundo) carro escavatore di trincee: come dire, di tutto e di più:-))
Saluti
Mauro Geranzani
[HOME] > [icsm ARTICOLI] > [da icsm: I GM]